giovedì 12 maggio 2022

Review party: Queste gioie violente

 




Ciao a tutti pipistrellini cari e nuovi lettori!

Finalmente sono qui a parlarvi di questo titolo che volevo leggere da tantissimo tempo!

Ha spopolato in America e finalmente è arrivato tra le nostre mani.

Ringrazio tantissimo la Mondadori per la copia omaggio e Bea di Eynys Paolini per avermi inserita nel review party!

Ma iniziamo!








Scheda tecnica:

Autore: Chloe Gong

Editore: Mondadori

Genere: Fantasy

Voto: ⭐⭐⭐⭐





Trama: Corre l'anno 1926 e a Shanghai, scintillante come non mai, si respira un'aria di dissolutezza. Una faida sanguinosa tra due gang nemiche tinge di rosso le strade, lasciando la città inerme nella morsa del caos. Al centro di tutto c'è la diciottenne Juliette Cai che, dopo un passato lontano dagli affari di famiglia, ha deciso ora di prenderne in mano le redini e assumere il ruolo che le spetta di diritto nella Gang Scarlatta, un'organizzazione di criminali completamente al di sopra della legge. Ma non sono gli unici a voler imporre il proprio controllo sulla città. A contendere il loro potere, infatti, ci sono i Fiori Bianchi, nemici da generazioni. E dietro ogni loro mossa, c'è il loro rampollo, Roma Montagov, il primo amore di Juliette… ma anche il primo ad averla tradita. Quando gli affiliati di entrambe le gang iniziano a mostrare segni di instabilità, che culminano in suicidi cruenti, si diffondono strane voci. Si parla di contagio, di follia, di mostri nascosti nell'ombra. A mano a mano che le morti si accumulano, Juliette e Roma sono costretti a mettere da parte le armi – e il rancore che provano l'una per l'altro – e a iniziare a collaborare. Se non riusciranno a fermare il caos che sta sconvolgendo la loro gente e Shanghai, non resterà più nulla su cui esercitare il loro dominio. In questa originalissima rivisitazione del classico di Shakespeare, Chloe Gong conduce i lettori in un viaggio avventuroso e commovente durante il quale violenza e passione si mescolano nei destini dei giovani protagonisti.







Parere personale:  Come avete potuto ben capire dalla trama, Queste gioie violente è un retelling di Romeo e Giulietta ambientato a Shangai con un tocco di Fantasy.
I nomi dei protagonisti sono Roma e Juliette che riprendono un po' i nomi della storia originale.
Nonostante l'ambientazione asiatica i nomi sono quasi tutti occidentali e questo potrebbe destabilizzare non poco il lettore, anche se poi si scopre che sono le occidentalizzazioni dei loro veri nomi.

I nostri protagonisti capiamo subito che anni addietro erano molto legati, poi un avvenimento ha reciso il loro rapporto.
Le loro strade però si rincrociano non solo perché sono figli di bande rivali che si contendono il possesso di Shangai, ma anche perché una strana follia sta creando scompiglio portando le persone a suicidarsi violentemente.
Juliette mi piace moltissimo per il suo carattere forte. Riesce a far rispettare il suo ruolo di erede della gang nonostante sia una donna e non ha paura di nulla.
Roma invece mi è sembrato un gradino sotto Juliette, ma la sua personalità ha comunque un che di affascinante.
Sono dei personaggi che comunque la Gong riesce a descrivere in maniera molto completa e la tensione tra i due è palese.
I personaggi secondari, le cugine di Juliette e gli amici di Roma hanno una loro incisività nella storia, non sono messi lì tanto per e questo non accade spesso.


La lotta tra gang e la colonizzazione sono i temi più toccati dall'autrice che fortunatamente riserva al romance una parte più piccola.
Questo però non rende la lettura più semplice, anzi! Le molteplici descrizioni, le similitudini e il soffermarsi su particolari a volte insignificanti spesso sovrastano le azioni che vengono rallentate.
Nonostante questo però la vicenda si sviluppa in modo interessante ed è molto bello vedere i due protagonisti alla ricerca della causa scatenante della "follia".
I colpi di scena non mancano e ho letto questo libro tutto d'un fiato proprio per sapere cosa accadeva pagina dopo pagina.
 
Devo dire che la storia ha saputo tenere testa alle mie aspettative anche se con qualche scricchiolio. Non vedo l'ora di leggere e parlarvi del secondo ed ultimo capitolo di questa serie: questa violenta fine.

PS: i due titoli dei libri si rifanno alla frase di Shakespeare: "Queste gioie violente hanno una violenta fine..."


E voi che ne pensate? Conoscevate questo titolo? Vi piacciono i retelling?


Fatemi sapere, a presto,




Yely.













domenica 8 maggio 2022

Recensione: Panthéon/ la vera storia degli dei egizi

 



Ciao a tutti pipistrellini cari e nuovi lettori!

Oggi vi parlerò di un fumetto molto particolare edito da Comix/  Panini che spiega in modo molto particolare la storia della mitologia egizia.






Scheda tecnica:

Autore: Hamish Steele

Editore: Comix/ Panini

Genere: Fumetto/ mitologico

Voto: ⭐⭐⭐⭐






Trama: I miti dell'antico Egitto raccontati a fumetti in una storia esplosiva e irriverente, come nessuno aveva mai fatto prima! Per i lettori dai 16 anni in su Le avventure di Osiride, Horus, Seth, Iside, Nefti e tutti gli altri dèi diventano un racconto moderno e paradossale, che sorprenderà i lettori per i suoi toni e le tematiche. All'inizio dei tempi, dopo che Ra è riuscito a evitare che Sekhmet sterminasse l'umanità, il malvagio dio Seth uccide Osiride, suo fratello, per rubargli il trono dell'Egitto. Iside, moglie del re ucciso, riesce a trovare il modo di farlo rivivere abbastanza a lungo da darle un figlio, Horus, destinato a vendicare il padre. Ma basterà la forza di Horus per sconfiggere le astuzie di Seth? Il giovane dio saprà riconoscere il proprio ruolo nel Pantheon e riportare l'ordine nell'Egitto?







Parere personale: Irriverente, divertente ma anche istruttivo a modo suo.

Questo è quello che ho pensato durante la lettura.

La mitologia egizia non è molto semplice da raccontare, anche perché ci sono tantissime versioni differenti delle stesse storie e questo ce lo spiega l'autore stesso nell'introduzione.

Le parentele sono intrecciate, alcuni personaggi hanno più nomi e forme, altri partoriscono figli anche se sono di sesso maschile.

E oltre a tutto questo marasma ovviamente non mancano le faide familiari con tanto di omicidi, resurrezioni, vendette e anche accoppiamenti ambigui...

Tutto questo però è reso leggero grazie alla comicità di Hamish Steele che con le sue tavole fa diventare la narrazione uno spasso anche nelle parti più macabre come ad esempio il tutorial su come mummificare un amico (non replicatelo a casa🤣).

A questo però non viene meno la narrazione che resta comunque fedele al mito.

Le illustrazioni sono molto luminose e piene di colori caldi, proprio come immagino l'Egitto nella mia mente, inoltre vediamo i personaggi sempre di profilo proprio come nei dipinti egizi.

Ci sono alcune parti piuttosto esplicite, per questo penso che comunque si possa leggere dai 16 anni in su, non prima.

Si legge velocemente e ci fa avere una buona infarinatura della storia del mito egizio.

Personalmente mi è piaciuto moltissimo proprio per la sua scorrevolezza e la sua comicità irriverente.


Pronti ad un viaggio tra le piramidi e il fiume Nilo? 



A presto, 




Yely.













lunedì 2 maggio 2022

Review party: Le impure

 



Ciao a tutti pipistrellini cari e nuovi lettori!

Oggi vi parlerò della nuova uscita di Mondadori: Le impure di Kim Liggett.

Il review party è stato organizzato da Bea di Eynys Paolini in collaborazione con la casa editrice che ci ha gentilmente fornito la copia cartacea.





Scheda tecnica:

Autore: Kim Liggett

Editore: Mondadori

Genere: distopico

Voto: ⭐⭐⭐⭐



Trama: Nessuno parla mai dell'anno di grazia. È proibito. Nella Garner County, tutte le ragazze, al compimento del loro sedicesimo anno, vengono bandite dalla comunità e obbligate a vivere nella foresta per un anno, affinché sfoghino la loro magia nella natura selvaggia per poi tornare nella civiltà, sempre che sopravvivano, purificate e pronte per il matrimonio. Nella società patriarcale in cui sono cresciute, infatti, si è convinti che a quell'età le ragazze abbiano il potere di persuadere gli uomini ad abbandonare i loro letti coniugali, di far perdere la testa ai coetanei e di far impazzire di gelosia le mogli. Si crede che la loro stessa pelle emani un forte afrodisiaco, l'essenza potente della gioventù, delle ragazze sul punto di diventare donne. Tierney James, però, non si sente potente. Né si sente magica. Ma, questo sì, sente che dietro l'esperienza che la attende si cela qualcosa di più spaventoso dei pericoli nascosti nella foresta o dei bracconieri pronti a rapire lei e le altre ragazze per ucciderle, farle a pezzi e venderle al mercato nero. La minaccia più grande e terribile potrebbe arrivare proprio dalle sue compagne di sventura, ma Tierney non è disposta a subire passivamente la sorte che le è stata assegnata... Con prosa tagliente e crudo realismo, "Le impure" racconta i complessi legami che uniscono tra loro le ragazze – e le donne che saranno – e la necessità di opporsi con forza a una società troppo spesso ancora misogina e patriarcale che impedisce loro di esprimere in totale libertà i propri talenti.


Parere personale: Ci troviamo a Garner County, un luogo in cui le donne vengono considerate soltanto in base alla generazione di figli e alla cura della casa.

In questo posto le donne vengono divise in:

Trecce bianche: bambine;

Trecce rosse: adolescenti;

Trecce gialle: donne in età da marito o sposate.

Al compimento del sedicesimo anno di vita(anno di grazia), ogni ragazza viene mandata nei boschi a "sfogare" la propria rabbia ma soprattutto perdere il potere di "incantare" gli uomini sposati, per poi tornare purificata e accondiscendente.

In questa foresta però non solo ci sono pericoli esterni come i bracconieri che uccidono le ragazze per i loro organi interni, ma spesso il pericolo sono le ragazze stesse che si sabotano tra di loro.

In questo contesto prende vita la figura di Tierney che, a differenza della protagonista di Hunger Games Katniss o di altre figure molto strong, è una ragazza si ribelle, ma non si sente minimamente forte.


Questa lettura per alcuni versi l'ho trovata come un deja vu.

I riferimenti a libri più conosciuti come Hunger games, il racconto dell'ancella, ma anche di libri più recenti come le guerriere dal sangue d'oro sono secondo me molto evidenti.

Abbiamo il mondo distopico, abbiamo le divisioni, anche la misoginia e la prova che le sedicenni devono affrontare.

Tolto questo però c'è da dire che mi è piaciuto moltissimo come l'autrice ha saputo trasporre nel suo mondo quella che in molte culture è la realtà, un posto dove l'uomo si erge al di sopra senza nessun motivo valido (perché non esisterà mai un motivo validante).

Basti pensare che in alcuni Paesi la donna non può scoprirsi i capelli perché in caso lo faccia, potrebbe tentare un uomo che non sia suo marito.


Se però nelle guerriere dal sangue d'oro la protagonista era leggermente in balìa delle situazioni, Tierney è una ragazza sveglia, astuta e per niente devota che vuole conoscere a tutti i costi la verità sull'anno di grazia per poter cambiare lo status quo.

Lei non disdegna lo stare nella foresta, anzi lo brama, ma presto si accorge che da sola non può assolutamente farcela.

Un'altra tematica che si interseca in questo volume unico è quello delle donne che si uniscono per combattere per la propria sopravvivenza, che non è molto scontato.

Spesso sono le donne stesse a mettere i bastoni tra le ruote alle altre e così accade anche qui.


Lo stile di scrittura, estremamente scorrevole, rende la lettura davvero piacevole, anche se le tematiche trattate non sono da prendere a cuore leggero, infatti, non lo consiglio come lettura di svago ma piuttosto come  una lettura impegnata.


Voi cosa ne pensate di questo libro? Fatemi sapere.



A presto,

Yely.














sabato 30 aprile 2022

#12daysofwomen: Isabel Allende

 




Ciao a tutti pipistrellini cari e nuovi lettori!

Bentornati ad un nuovo appuntamento con la rubrica mensile #12daysofwomen in cui vi racconto la storia di una delle donne presenti nel libro Storie della buonanotte per bambine ribelli edito da Mondadori.

Oggi parleremo della famosissima scrittrice contemporanea Isabel Allende.




Isabel Allende Llona nasce a Lima nel 1942.

All'età di 3 anni i suoi genitori divorziano e sua madre la portò in Cile con sè e gli altri due figli nella casa  paterna della donna.

Grazie al cugino del padre, Salvador Allende, non mancherà ai ragazzi un aiuto economico per proseguire gli studi.

Salvador Allende diventerà poi presidente del Cile, ma venne assassinato durante un colpo di stato.


La casa del nonno sarà spesso presente negli scritti di Isabel. L' 8 Gennaio 1981 ricevette la notizia della morte del nonno e quello stesso giorno scrisse una lettera che poi si tramutò in un vero e proprio libro, ovvero, "La casa degli spiriti". Da allora ogni suo nuovo libro viene iniziato l' 8 Gennaio.


La madre si risposa con un diplomatico e per questo motivo la famiglia è costretta a trasferirsi prima in Bolivia e poi in Libano.

Nel 1959 torna in Cile e sposa dopo tre anni Michael Frias con il quale ha due figli: Paula e Nicolas.

Nel frattempo svolge una brillante carriera come giornalista.

La sua rubrica storica per la rivista "Paula" la rende una figura rivoluzionaria.




Dopo il colpo di stato di Pinochet, si trasferisce nel 1975 a Caracas, per poi andare a vivere in pianta stabile negli Stati Uniti in cui conosce quello che sarà il suo secondo marito, William Gordon.

Da questo momento si intensifica la carriera come scrittrice .




Nel 2010 le viene conferito il premio nazionale cileno per la letteratura, ma non è l'unico riconoscimento che le si attribuisce.

Abbiamo ad esempio una laurea ad honorem a Trento nel 2007 e il premio Hans Christian Andersen di letteratura nel 2011.


Negli ultimi anni si è dedicata alla scrittura per bambini e giovani con la trilogia : "Le avventure di Aquila e Giaguaro".


Con la sua brillante mente, questa donna è stata capace di incantare milioni di lettori con i suoi mondi affascinanti derivati dalla sua sconfinata fantasia.


E voi conoscevate questa storia? Avete letto qualcosa di questa autrice?

Fatemi sapere nei commenti.


A presto, Yely.







mercoledì 27 aprile 2022

Recensione: La legge dei lupi

 



Salve a tutti pipistrellini cari e nuovi lettori!

Oggi riprendiamo a parlare di Leigh Bardugo.

La scorsa volta abbiamo analizzato "Il re delle cicatrici", stavolta parleremo de "La legge dei lupi", secondo volume di questa duologia.

Vi ricordo come la scorsa volta che se non avete letto la trilogia di "tenebre e ossa" e la duologia di "sei di corvi" oltre ovviamente a "il re delle cicatrici" non potete leggere questo libro.

Vi invito a recuperare le recensioni dei volumi precedenti, anche se , come ho detto la scorsa volta, non ho (ahimè) ancora letto sei di corvi!


Ringrazio di nuovo il blog "Vuoi conoscere un casino?" per avermi inclusa nel review party e la casa editrice per averci dato la possibilità di leggere in anteprima questi libri!





Scheda tecnica:

Autore: Leigh Bardugo

Editore: Mondadori

Genere: Fantasy

Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐




Trama: Il secondo volume della serie Grishaverse "Il re delle cicatrici". Anche in questo secondo e ultimo volume della dilogia ritroviamo tre dei personaggi più amati del GrishaVerse: Nikolai Lantsov, Zoya Nazyalensky e Nina Zenik. I tre, re, generale e spia di Ravka, dovranno continuare insieme la loro lotta per strappare all'oscurità il futuro del loro paese. Altrimenti non potranno che assistere al suo disfacimento definitivo.






Parere personale:  Questo ultimo volume del Grishaverse si riallaccia alle vicende de:  il re delle cicatrici, esattamente nel punto in cui ci eravamo separati.

L'oscuro è tornato prendendo il possesso del corpo del monaco a suo servizio, Zoya ha dei nuovi amplificatori che le conferiscono straordinari poteri, Nikolai si ritrova a dover fronteggiare da un lato una guerra da parte dei Fjerdiani, dall'altro l'Oscuro  ed il frammento di anima intrappolato nel suo corpo.

Nina a Fjerda cerca di scoprire qualsiasi cosa per aiutare non solo Ravka, ma anche per aiutare l'integrazione dei Grisha Fjerdiani nella popolazione.

Oltre ai nostri tre personaggi principali, si aggiungono la narrazione dell'Oscuro e di Mayu, regina Shu con la quale si apre questo ultimo libro.


Come si sa, a Ravka non si è mai tranquilli e in questo libro tutte le questioni in sospeso del primo libro vanno via via risolvendosi a mio parere senza lasciare buchi di trama.

Ravka però non è l'unico punto focale di questo libro, infatti, già nel precedente avevamo visto Fjerda grazie a Nina; qui si aggiunge grazie a Mayu una finestra su Shu Han regalandoci una visione d'insieme di quello che è il Grishaverse.

In precedenza vi avevo detto che si nota molto una crescita dell'autrice nella scrittura e credo che questo libro ne sia l'ennesima prova.

La lettura scorre velocemente grazie al fatto che l'azione è molto presente rispetto alla descrizione e i colpi di scena non sono pochi, come ad esempio il ritorno dei corvi che dà speranza agli amanti della saga ad un ritorno nel Grishaverse.


Mi è piaciuto molto come i personaggi in questo libro si delineino in tutte le loro sfumature, ma ho amato molto di più il cambiamento di Zoya rispetto a Tenebre e ossa; da quasi antagonista a eroina assoluta e che dire del suo rapporto con Nikolai.

La maturazione dei personaggi è esattamente in linea con gli accadimenti.


I temi che Leigh Bardugo tocca sono molti, la diversità di etnia, le minoranze, la comunità Lgbtq+ ; che rendono l'opera secondo me completa senza però strafare.


Ho amato questo ultimo volume e anche se devo ancora leggere sei di corvi mi è dispiaciuto moltissimo dover salutare i miei personaggi preferiti, i più brillanti secondo me di tutta la saga : Nikolai e Zoya, ma anche Nina a cui mi sono affezionata pian piano e spero che Leigh Bardugo ci regali una nuova storia, magari con personaggi del tutto nuovi, magari con poteri nuovi... Chissà!


Questa è una delle serie più belle che io abbia letto e vi invito a recuperare tutti i volumi. Anche il libro vite dei santi, che, tenuto a portata di mano può aiutare a conoscere meglio alcuni dei personaggi menzionati nei vari libri.



Voi che ne pensate di questo libro? Vi è piaciuto?


Fatemi sapere!

A presto,






Yely.










mercoledì 20 aprile 2022

Review party: Il re delle cicatrici

 



Ciao a tutti pipistrellini cari e nuovi lettori!

Oggi finalmente torniamo nella nostra Ravka grazie al review party organizzato dal blog: Vuoi conoscere un casino? insieme alla casa editrice Mondadori.

Ebbene sì, i Grisha sono tornati e con loro nuove avventure nel libro: Il re delle cicatrici.




Scheda tecnica:

Autore: Leigh Bardugo

Editore: Mondadori

Genere: Fantasy

Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐




Trama: Nikolai Lantsov, sovrano di Ravka, corsaro, soldato, secondogenito di un re disonorato, ha sempre avuto un'innata propensione alle situazioni difficili, ma questa volta sembra dover fare i conti con qualcosa di impossibile, qualcosa che nessuno, tra la popolazione di Ravka, potrebbe mai immaginare. Come se non bastasse, per arrestare l'avanzata dei nemici che si assiepano lungo i confini del regno, il giovane re deve trovare un modo per riempire le casse dello Stato, stipulare nuove alleanze e fermare il nuovo pericolo che minaccia quello che un tempo è stato il glorioso esercito Grisha. Al suo fianco, però, c'è la fedele Zoya Nazyalensky, leggendario generale Grisha, che non si fermerà di fronte a nulla pur di aiutare Nikolai ad affrontare e sconfiggere il potere oscuro che alberga nelle profondità del suo cuore e che, rafforzandosi di giorno in giorno, minaccia di distruggere tutto quello che ha costruito. Zoya sa infatti che, come i Grisha non possono sopravvivere senza Ravka, tantomeno Ravka può sopravvivere a un re tanto indebolito. Nello stesso momento, nelle terre fredde del Nord, Nina Zenik sta combattendo la sua personale guerra contro coloro che vorrebbero spazzare via per sempre i Grisha. Ma per sconfiggere i pericoli che la attendono, sarà costretta a scendere a patti con il proprio terrificante potere e ad affrontare il dolore profondo e lacerante che porta nel cuore. Re, generale e spia di Ravka: tutti e tre nel corso del loro viaggio dovranno spingersi oltre i confini tra scienza e superstizione, magia e fede, rischiare il tutto per tutto per salvare una nazione spezzata, e accettare che alcuni segreti non sono fatti per restare sepolti e che certe ferite non sono destinate a guarire.






Parere personale: Prima di entrare nel pieno della recensione vorrei raccontarvi un aneddoto.

Prima di leggere questo libro ho letto la trilogia di tenebre e ossa e pensavo che questo bastasse.

NO! Sappiate che se non leggete prima Sei di corvi e Il regno corrotto, vi troverete ad un certo punto uno SPOILER grande quanto il monte Everest, quindi non fate come me e leggete prima i libri che vi ho menzionato dopo ovviamente aver letto la trilogia di tenebre e ossa.

Ovviamente in seguito leggero sei di corvi e sequel e Ve ne parlerò!

Finito il disclaimer del disagio,possiamo tornare alla recensione.


Tornare a Ravka per me è stato come tornare a casa, in un luogo dove so di per certo che ci sarà qualcosa di appassionante e così è stato!

Sono passati solo tre anni dalla guerra civile in cui l'oscuro ha perso la battaglia e la vita, ma Ravka torna ad essere in pericolo.

Nikolai, nuovo re di Ravka, lo conosciamo nella prima trilogia in tutta la sua arguzia e il suo carisma. Ho sempre trovato questo personaggio il migliore di tutta la serie e sono da vero felice che Leigh Bardugo abbia voluto renderlo protagonista, assieme a Zoya, altro personaggio che amo, di questo nuovo libro.

Se ben ricordate Nikolai era stato trasformato in volkra dall' Oscuro e quando è ritornato umano, molte cicatrici segnavano il suo viso.

A distanza di tre anni, il "volkra" che era in lui si risveglia mettendo in pericolo il popolo e il trono.

Si tratta dunque di una corsa contro il tempo per fermare l'essere che dimora dentro di lui.

Ma, come sapete, a Ravka i problemi vengono tutti insieme, infatti, strani avvenimenti si stanno manifestando su tutto il territorio come ad esempio ponti fatti di muscoli umani, terremoti... Tutti eventi che hanno come epicentro.... La faglia!

E se questo non basta, a Fjerda la spia spaccacuori Nina (presente in sei di corvi) deve cercare di aiutare i Grisha fjerdiani a trovare rifugio a Ravka.


Rispetto alla prima trilogia si vede una vera e propria crescita stilistica dell'autrice che porta  finalmente il lettore a capire appieno i personaggi protagonisti  approfondendo le loro storie e facendoci comprendere meglio perché al momento della narrazione sono ciò che sono.

La storia di per sé è accattivante, con dei personaggi che a differenza di Alina Starkov, protagonista della prima trilogia, prendono delle posizioni nette e non si fanno trasportare dagli eventi come banderuole spaesate.

La mia preferita è senza dubbio Zoya, l'ho amata nella prima trilogia e anche adesso la adoro! Capiamo bene da cosa deriva il suo essere fredda e calcolatrice ed inoltre il suo progetto di aiutare i Grisha di tutto il mondo apre una tematica molto importante, ovvero la preservazione e protezione delle minoranze.

Insomma, un personaggio che diventa secondo me un vero esempio da seguire!

E poi la shippo troppo con Nikolai, sono troppo carini insieme nonostante lei sia sempre ligia al dovere e voglia cercargli moglie!


Nina invece non mi è piaciuta molto all'inizio. Non avendo letto sei di corvi non so se mi sarebbe piaciuta di più, ma in questo caso inizialmente mi è stata antipaticissima! Perché io capisco il dolore, ma esserne accecati è un altro conto.

Poi però il personaggio fa un vero percorso di guarigione e devo dire che mi sta piacendo moltissimo e non vedo l'ora di vederla nel prossimo ed ultimo volume.


Nikolai è Nikolai, non ho parole per descrivere quanto mi piaccia questo ragazzo che dietro la facciata da ragazzo ironico e sicuro di sé nasconda tanta dolcezza ed anche fragilità.

Se Nikolai fosse reale io gli chiederei di sposarmi! Non solo è bello (cicatrici incluse), ma è anche dolce e intelligente.

La scena del ritratto di suo padre (non dico altro) mi ha fatto una tenerezza assurda. 


Il libro è scorrevolissimo perché pieno di azione, di pathos e di misteri che il lettore si trova a voler immediatamente risolvere!

Una crescita davvero immensa per questa autrice e spero che il seguito sia all'altezza di questo libro perché qui l'asticella si è alzata notevolmente!



Voi che ne pensate? Lo avete letto?

Fatemi sapere!


A presto,






Yely.


venerdì 1 aprile 2022

Recensione: Arsène Lupin- Ladro Gentiluomo

 



Ciao a tutti pipistrellini cari e nuovi lettori!

Oggi vi parlerò di un libro famosissimo della letteratura francese, il primo volume scritto da Maurice LeBlanc che vede come protagonista Arsenio Lupin, ladro astuto e inafferrabile (ammenochè non decida di farsi prendere!).

Di recente è tornato in auge grazie alla serie Netflix: Lupin, dove Assane Diop si ritrova a prendere spunto dal proprio beniamino (Lupin) per compiere la sua vendetta.

Ma senza divagare, cominciamo a parlare di questa straordinaria edizione straordinariamente illustrata dal fumettista Vincent Malliè ed edita da Rizzoli.




Scheda tecnica:

Autore: Maurice LeBlanc

Editore: Rizzoli

Genere: Giallo

Voto: ⭐⭐⭐⭐




Trama: Che sorta di "ladro" è Arsène Lupin? "Ladro gentiluomo" è la definizione, coniata dall'autore stesso per il primo volume del ciclo, dell'affascinante e irraggiungibile Lupin, amato dalle donne, ammirato dagli uomini, idolatrato dai giovani. L'affascinante Arsène è anche conosciuto come "il Robin Hood della Belle Époque", e l'abbinamento è legittimo, tranne che per un particolare: Lupin non ha armi se non la propria intelligenza, perspicacia, intuizione. Perfino i rappresentanti della giustizia, che pure non vedono l'ora di catturarlo, sono fermamente convinti che un delitto non potrebbe mai essere opera sua. Si traveste continuamente e interpreta con maestria moltissimi personaggi, emulando in questo il suo grande ispiratore londinese Sherlock Holmes.





Parere personale: Nonostante il fatto che sia un classico della letteratura, devo ammettere che ho conosciuto per la prima volta Lupin grazie proprio alla serie TV.

Dunque per me é la prima volta in cui mi trovo alle prese con questo protagonista e questo autore, quindi descriverò la lettura senza dare nulla per scontato.

La nostra storia si divide in vari racconti in cui vengono narrate le "malefatte" di Lupin, un uomo molto astuto di cui però, racconto per racconto, scopriamo qualcosa di più, come ad esempio la sua vera identità...

Il narratore per quasi tutti i racconti, come per Sherlock Holmes di Doyle, è un uomo a cui Lupin racconta le sue imprese, in due casi invece si tratta di Lupin in persona!

L'ispirazione presa da Doyle non si nota solo in questo, ma anche per il fatto che Lupin escogita i propri piani con moltissima astuzia e si traveste con grande maestria. Inoltre il narratore ci racconta come Lupin sia riuscito nell'impresa con delle deduzioni molto particolari.

Nel finale del libro inoltre, incontriamo Herlock Sholmes, noto investigatore inglese... Vi suona familiare?


Ogni racconto ha un inizio ed una fine,anche se sono tutti collegati da un filo conduttore.

Devo dire che non c'è stato un racconto che non mi sia piaciuto, sono tutti molto avvincenti, ma il mio preferito è: La collana della regina, ma lascio a voi scoprire il perché!

Il nostro Lupin oltre ad essere scaltro come una volpe ha molti aiutanti che di volta in volta fanno sì che il piano riesca alla perfezione, anche se di loro non ci è dato sapere nulla.

Come molti romanzi del tempo, la caratterizzazione del personaggio in un certo risulta secondaria per dare risalto al caso in questione.

Arsenio Lupin infatti appare un po' stereotipato, ridotto ad un personaggio astuto che escogita e mette a segno dei furti.

Questo però non rende meno avvincente la storia che comunque riesce a tenere incollato il lettore alle sue pagine.

Le descrizioni sono ben bilanciate dagli eventi e il tutto risulta dinamico e leggero.



Questa particolare edizione inoltre presenta delle stupende illustrazioni di Vincent Malliè che impreziosiscono il volume dandogli quel quid in più e rendendolo un pezzo da custodire gelosamente.

Inoltre si presta anche ad essere letto da un pubblico più giovane che con le illustrazioni può meglio immaginare le scene.

Insomma, una lettura per tutte le età!



Voi che ne pensate? Avete letto questo libro? Cosa ne pensate della serie TV?






A presto,








Yely.






martedì 29 marzo 2022

Review party: 8 giorni per diventare furba

 



Ciao a tutti pipistrellini cari e nuovi lettori!

Oggi torno con un nuovo review party organizzato dal blog "Harem's book" in collaborazione con la casa editrice Giunti che ringrazio per avermi dato la possibilità di leggere "8 giorni per diventare furba" in anteprima.





Scheda tecnica:

Autore: Raffaella Fenoglio

Editore: Giunti

Genere: Middle grade

Voto: ⭐⭐⭐⭐




Trama: Camilla Costa ha quasi quattordici anni e una reputazione di cui farebbe volentieri a meno. A scuola è per tutti l’"impedita", quella timida, nerd, appassionata di fumetti e fotografia, che non ha mai baciato un ragazzo. Stanca di questo nomignolo, cerca di cambiare se stessa e diventare una "furba", proprio come le ragazze più popolari della scuola. Così, mentre la mamma è ricoverata in ospedale per complicanze dovute a una gravidanza delicata, Camilla porta avanti il suo piano: cambia i vestiti, taglia i capelli, impara a fumare e fa la corte al tipo per cui ha una cotta. Ma quando le condizioni della mamma peggiorano, Camilla non si riconosce più... ma cosa sta facendo!? Vale davvero trasformarsi per piacere a una persona che ignora chi sia veramente? 






Parere personale: Camilla è la classica ragazza adolescente alle prese con i vari problemi di quell'età. 

Alle sue spalle vegliano un padre molto apprensivo e una madre dolcissima ma con una gravidanza che mette a rischio la sua salute.

Il racconto inizia proprio con il papà di Camilla che, nella sua apprensione, prenota una visita alla ragazza da uno psicologo perché crede che Camilla abbia un problema con l'accettare l'arrivo del fratellino/sorellina.

In realtà Camilla ci dice espressamente che il suo problema è completamente diverso, lei a 15 anni non ha mai baciato un ragazzo.

Per questo ed altri motivi a scuola viene soprannominata impedita.

Ma Camilla non riesce a dire tutto questo al padre e quindi accetta di malavoglia la visita da uno psicologo e proprio lì incontra Sergej, la sua crush da sempre e lo invita ad andare alla sua festa di compleanno il sabato seguente.

Sergej accetta, ma solo se diventa "furba".

In 8 giorni quindi la nostra protagonista si cimenta in varie peripezie che vanno dal tatuaggio al fumare per poi comprendere molte cose e crescere.

Io sinceramente mi aspettavo la solita ragazzina imbranata, un po' tappetino, presente in qualsiasi libro di questo genere.

Invece Camilla ha un caratterino niente male!

Intanto trova il coraggio di chiedere a Sergej di andare alla sua festa, ma ad un certo punto risponde a tono anche alla bulletta di turno.

Oltretutto è una ragazza sveglia, conosce molte dinamiche del mondo che la circonda, non è il classico personaggio stereotipato della 15enne che cade dalle nuvole e non sa niente della vita!

In questo libro la protagonista viene catapultata nel mondo dell'adolescenza, ma soprattutto dell'amore: inizialmente è molto acerba, ma cresce moltissimo durante la storia.

Oltre a questo deve anche fare i conti con il problema di salute della mamma che, per via della gravidanza rischiosa, si trova in ospedale ed è anche grazie a ciò che Camilla o Kamyla (come vuole essere chiamata)  matura.


Per fortuna in questo percorso di crescita Camilla non è sola, i suoi due migliori amici Priscilla e Oscar le sono vicini e la sostengono e proteggono sempre!

Credo che gli amici siano delle figure molto importanti nella vita non solo di un adolescente, ma in generale e questo libro ce ne dà una bellissima dimostrazione.

Il legame che c'è tra Kamyla e gli amici è puro e sincero, un rapporto davvero davvero stupendo.


Il libro è narrato in prima persona da Kamyla, in cui ci sono anche delle note che però non vi dirò chi ha costretto la nostra protagonista a scriverle, secondo me durante la lettura ci arriverete da soli!

È scritto in modo semplice e comprensibile, ma anche molto ironico e devo dire che mi è piaciuto talmente tanto da averlo finito nell'arco di un pomeriggio!

Questa storia è perfetta per il target a cui si riferisce perché narra quella che potrebbe essere la storia di una 15enne qualsiasi; ma anche per gli adulti come me riesce ad essere comunque una lettura fresca e piacevole che raccomando soprattutto quando ci si vuole riprendere dalla lettura di libri pesanti.


Voi che ne pensate? Lo avete letto? Ricordate la vostra prima cotta?

Fatemi sapere nei commenti!


A presto,







Yely.

mercoledì 16 marzo 2022

Cover reveal: Fix Me

 


Ciao a tutti pipistrellini cari e nuovi lettori!

Oggi voglio presentarvi il cover reveal del libro di poesie "Fix Me" della mia amica Marika Vangone in uscita il 2 Aprile.


Siete pronti? 





Eccolo qui, stupenda questa copertina, vero?

Ed ora ecco a voi un po' di informazioni!




E se ancora non vi ho incuriositi abbastanza, ecco a voi un estratto dal libro che sono sicura che amerete!








Che ne pensate? Vi ho incuriositi abbastanza?
Vorreste una recensione di questo libro?
Fatemi sapere nei commenti!

A presto, Yely.


martedì 8 marzo 2022

#12daysofwomen: Kate Sheppard

 



Ciao a tutti pipistrellini cari e nuovi lettori!

Innanzitutto buona festa della donna!

Proprio in onore di questa festa ho deciso, come lo scorso anno, di anticipare la rubrica #12daysofwomen per raccontarvi la storia di una donna che la storia l'ha fatta!

Come sempre prendo come riferimento il libro "Storie della buonanotte per bambine ribelli" edito da Mondadori.

Credo che non ci sia giornata migliore per raccontare la storia di Kate Sheppard, attivista neozelandese che è riuscita nell'intento di dare più diritti alle donne.

Ma incominciamo!






Catherine Wilson Malcm nasce a Liverpool nel 1847.
Cresce e riceve istruzione in Scozia, ma nel 1860 si trasferisce con la madre e i suoi fratelli in Nuova Zelanda. Nel 1862 suo padre muore.





Qui in Nuova Zelanda conosce quello che poi diviene suo marito Walter Allen Sheppard che sposerà nel 1871 e nel 1880 darà alla luce il suo unico figlio Douglas.
La sua storia personale è costellata da lutti: perderà il figlio nel 1910 e il marito nel 1915, poi perderà anche il secondo marito William Sidney Lowell-Smith nel 1929 e la sua unica nipote Margaret nel 1930, mentre lei morirà nel 1934 a Christchurch in Nuova Zelanda.





Nonostante ciò, la sua vita da attivista fu un vero successo: la sua prima battaglia fu contro l'uso dei corsetti, adibiti a modellare il corpo femminile schiacciando vita e seni e dando alla donna una postura irregolare.
Tra le sue altre battaglie troviamo anche la promozione dei contraccettivi, il diritto al divorzio e una maggiore tutela per i figli.

Nel 1896 contribuì a fondare il National Cominciò of Women di cui fu nominata presidente.
I suoi obiettivi erano di avere una maggiore parità tra coniugi nel matrimonio, il diritto di voto delle donne e la possibilità per le donne di essere elette in parlamento.
Teneva numerosi discorsi e presentava moltissime petizioni in parlamento.
La petizione più importante fu quella del 19 Settembre 1893 con 30000 firme.
Grazie a lei, il governatore di Glasgow firma il disegno di legge che rende di fatto la Nuova Zelanda il primo Paese al mondo con suffragio femminile.
Una volta raggiunto questo scopo, Kate cercò di esportare le sue idee in tutti i paesi anglofoni come gli Stati Uniti.

Tutt'ora oggi Kate Sheppard viene ricordata in Nuova Zelanda comparendo sulla banconota da 10 dollari.



Voi conoscevate questa storia? Io l'ho scoperta mentre facevo le mie ricerche per la rubrica e ne sono rimasta molto affascinata!
Penso che l'8 Marzo sia una data perfetta per poterne parlare, voi che ne dite?


A presto, Yely.